venerdì 10 agosto 2012

  Mi voltai e chiusi la porta. Sembrò una buona idea in quel momento. Quando mi girai verso di lei, mi stava cadendo fra le braccia. E così l'afferrai. Non avrei potuto farne a meno. Si strinse forte contro di me e i suoi capelli mi sfiorarono il viso. Alzò la bocca verso la mia per essere baciata. Tremava. Socchiuse le labbra, dischiuse i denti, e la lingua dardeggiò. Poi abbassò le mani e strappò qualcosa, e la vestaglia che indossava si aprì, e sotto la vestaglia era nuda come una mattinata di settembre, ma maledettamente meno pudica.
(Raymond Chandler, Il lungo addio)

Nessun commento:

Posta un commento