sabato 11 agosto 2012

  L'Echaudé stava aprendo in quel momento. Il personale era rappresentato da Louis, il barista, e un altro cameriere. Henri non arrivava mai prima delle dieci. Louis sventolava uno straccio sul bancone e il collega stava finendo di sistemare le sedie attorno ai tavoli. La radio diffondeva in sordina un brano lento per pianoforte. Nessun altro rumore. Quasi nessuna luce. Solo un'applique in servizio, nell'angolo più lontano. Non troppo caldo. Nessun cliente a parte Marcelle che fumava una Gauloise, seduta sotto il manifesto di Chéri-Bibi e davanti a una consumazione che non aspettava che l'arrivo del Chéri-Burma per essere rinnovata.
 
(Léo Malet, La notte di Saint-Germain-des-Prés)

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