venerdì 10 agosto 2012

  A casa, quando ci tornai, appostate nella buca delle lettere mi aspettavano due fatture adulte cresciute piuttosto bene. Dovevano trovarsi lì da sabato sera e sembrava che avessero approfittato della domenica per ingrassare. Alcune fatture mi fanno quell'impressione. Una era rosa chiaro, sembrava un rossetto molto apprezzato, l'altra era invece di un azzurrino adatto a un abito primaverile. Oggigiorno esistono anche carte così. Irresistibili. Talvolta i creditori ricorrono a certe malizie. Presto le avvolgeranno nei reggiseni per farti perdere ogni controllo. Appoggiai le fatture sul sottomano, ben distanziate tra loro per evitare qualsiasi pericolo di proliferazione, e presi il telefono che suonava a festa:
 
«Qui Nestor Burma», annunciai.
 
«Ah! finalmente...».
  La voce del signor Jérôme Grandier.
 
«È da sabato che cerco di raggiungerla, inutilmente».
 
«Weekend», risposi. «Ci sono novità?».
 
«Più o meno. Mi piacerebbe parlarne con lei».
 
«Volentieri. Quando?».
 
«Appena ha un momento».
  Non sembrava più avere tanta fretta.
 
«Prima è, meglio è», fecero le fatture.
 
«Prima è, meglio è», dissi io nell'apparecchio.

(Léo Malet, La notte di Saint-Germain-des-Prés)

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