martedì 18 settembre 2012

  L'indomani mi svegliai verso mezzogiorno.
  Non pioveva più. Il barometro era al bello. Anch'io. Emicrania a parte, mi sentivo infinitamente meglio che la vigilia alla stessa ora. Possedevo cinquantamila franchi in più e i fondi influiscono sulla forma. Ma ero comunque un po' frastornato. Del resto, ero stato bastonato. Che rima! Si vede che è un genere di esperienza che fa diventare tutti poeti.
  Ancora a letto, telefonai a Hélène per chiederle se all'agenzia c'erano novità. Non ce n'erano. Dissi alla mia segretaria che temevo di essermi beccato un inizio di influenza e che forse non mi avrebbe visto per tutta la giornata. La bellezza mi rispose che se ne sarebbe fatta una ragione.
  Dopodiché, mi vestii e scesi a mangiare. Comprai tutti i quotidiani del mattino ancora disponibili al chiosco. Quei fogli parlavano di tutto: dell'ONU, della NATO, della Sezione Francese dell'Internazionale Operaia, dell'Ente Nazionale dell'Elettricità, delle Signorie Vostre, in un gran marasma di sigle che ricordarsele tutte; a Belleville, un marito tradito aveva ucciso la moglie per vendicare il proprio onore ("Pretesti", avrebbe detto Félix Fénéon); dei tre pregiudicati che se l'erano svignata da Fresnes, due erano stati riacciuffati dall'Amministrazione penitenziaria; solo Roger Latuit, detto, inutile chiedersi perché, lo Svenevole, era ancora libero; per restare in tema di signore, Marilyn Monroe e Gina Lollobrigida avrebbero presto girato insieme un film intitolato Testa o Croce. Quella doveva essere una frottola. Ebbi un bel cercare, da nessuna parte veniva menzionato il tiro mancino giocato a Cabirol. Anche le prime edizioni della sera osservavano un analogo mutismo. Se nessuno si decideva a informare i poliziotti o la nettezza urbana della morte del tizio, quello rischiava di marcire tranquillamente e attaccare la peste a tutto il III arrondissement. Sgradevole prospettiva che non smisi di rimuginare fino alla lettura de "Le Crépuscule", edizione dell'una e un quarto.

(Léo Malet, Febbre nel Marais, 1955)

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