sabato 15 settembre 2012

  Il primo mezzo litro di 1664 aveva un retrogusto metallico. Senza dubbio perché non potevo più togliermi dalla testa che questo numero era una data, quella della battaglia di Kronenbourg. Una cazzata che avevo sentito, un giorno, vicino a un bancone quasi uguale, bronzo un po' battuto, o zinco lucidato, non so mai. Il cartone umido, sul quale appoggiai con dei gesti lenti il fondo del bicchiere, mi preannunciava, tuttavia, i benefici di un'altra marca. La mescolanza di generi.
  E il secondo mezzo. Era pazzesco quello che mi ero scolato in quel momento. Da due giorni. Da quando Suzanne è a uno stage a Poitiers. Da quando ho approfittato di questo celibato temporaneo per prendere quattro giorni di congedo. Ho fatto i conti, avrò un week end in meno durante le vacanze di Natale, ma va be', Suzanne non dirà nulla; in inverno lei preferisce restare a Parigi, al caldo. Non vede cosa andrebbe a festeggiare altrove.
  Jérôme, tanto, non si beccherà un cenone di capodanno famigliare. Jérôme è mio figlio, il mio gran figlio, quel gran coglione di mio figlio. Insomma... dico così per dire. Per mancanza di pazienza e di immaginazione. Devono essere i mezzi, la battaglia di Kronenbourg, tutte 'ste cazzate.

(Jean-Bernard Pouy, Il cattivo seme)

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