Spalancai l'uscio del bar e passai davanti ai ragazzi in basette e chioma fluente sulle spalle. Erano brutti da far paura, e le loro ragazze lo erano altrettanto. Solo puzzavano un po' meno, ma di un profumo artificiale; mi chiesi se se lo mettevano per mettere in risalto il poco che avevano o per coprire quello di cui mancavano. Un idiota fece quasi per accostarmi ma io gli strinsi il braccio un po' più forte del normale e quello subito si sbiancò e mi lasciò andare con un risolino poco sano di cui suo padre avrebbe dovuto guarirlo dieci anni prima, quando per lui c'era ancora speranza, a suon di ceffoni.
(Mickey Spillane, Sopravvivenza zero, 1970)
Nessun commento:
Posta un commento