lunedì 24 dicembre 2012

  Sono una vecchia lenza. Sono cresciuto ammirando, sul palcoscenico del vecchio Apollo e su quello non meno vecchio di Eltinge, Georgia Sothern, Gypsy Rose Lee, Anne Corio e altre celebri spogliarelliste, perciò ho ricevuto lezioni di anatomia femminile dalle migliori. Non c'è mai stata una forma o una misura che non sapessi sistemare in una categoria o in un'altra, da qualsiasi parte guardassi e, nello stesso tempo, con occhio clinico. Le donne sono donne. La controparte femminile. Si credono qualcosa di speciale, intelligenti, tenere, pneumatiche, terribilmente sexy, incredibilmente belle, con quel tanto di istintivo che ritengono possa far girare la testa a un uomo. Quasi nessuna corrisponde al modello. Be', qualcuna l'ho conosciuta.
  E adesso ne conoscevo un'altra.
  Si era fermata proprio in mezzo alla stanza e continuava a sorridere, beffarda e provocante, mentre si slacciava lentamente il vestito e lo lasciava cadere ai piedi.
 
«Così va meglio?»
  Annuii, ma distrattamente, perché non aveva certo lo stile di una Georgia Sothern. Quella sì sapeva spogliarsi! Lo faceva di solito sul ritmo di
«Hold that Tiger», ma oggi quella musica sembrerebbe sciocca. «Non sei niente male», le dissi.
 
«Posso bere qualcosa?»
  Assaggiai il mio whiskey al selz e mi allentai la cravatta.
«Se è questo di cui hai bisogno per non sentirti inibita, piccola, il bar è proprio dietro di te».
  Si alzò in punta di piedi; adesso indossava soltanto un reggiseno e uno slippino color carne. Mi guardò sorridendo come se eseguisse uno spettacolo completo.
«Ti piace?»
 
«Mi piace», ammisi.
  Infilò il pollice nello slippino e lo tirò giù di un buon dito.
«Ti piace?» La sua voce aveva un tono interrogativo molto provocante.
 
«Mi piace», ripetei.
  Si tolse il reggiseno. Ne uscirono due bei seni pieni, sodi alti, con tondi, insolenti capezzoli che spuntavano da scure aureole.
 
«Ti piace sempre?» chiese. Vidi i suoi occhi posarsi su di me che ero spaparanzato quanto son lungo sul mio vecchio divano. Per un attimo rimase perplessa.
 
«Sono un intenditore, bellezza».
  Tornò a sorridere e si tolse anche lo slippino color carne.
  Le donne nude sono belle. Accidenti se sono belle! Di qualsiasi forma e di qualsiasi misura, e quando sono costruite come le pinup che in guerra mettevamo nell'interno degli armadi e come quelle che ancora oggi appiccicano nelle autorimesse per farti distrarre dai conti delle riparazioni, ti possono spingere a qualsiasi sciocchezza.

(Mickey Spillane, Sopravvivenza zero, 1970)

Nessun commento:

Posta un commento