martedì 23 ottobre 2012

  Avendo cominciato dalla gavetta, e giovanissima per giunta, Marinette aveva preso il gusto dell'autorità. Nella sua casa voleva soltanto dei primi premi di bellezza; corpi scultorei di primissima scelta, volti da madonne e biancheria di lusso! Teneva moltissimo all'abbigliamento, come pure all'educazione e alle buone maniere. Le sue figliole le presentava in abiti da passeggio, sotto l'aspetto di mogli che, non soddisfatte della minestra di tutti i giorni, si fossero svegliate e fossero venute lì per farsi soddisfare dagli sporcaccioni. I gonzi si eccitavano moltissimo a quel ruolo di paladini della patta, di salvatori della tranquillità coniugale. Inoltre, siccome Marinette affibbiava a tutte quelle topoline dei mariti bidoni, avvocati, diplomatici, ingegneri, ufficiali, industriali o magistrati, il cliente aveva l'ulteriore soddisfazione rivoluzionaria di fottere l'alta borghesia. In confidenza, questa doveva essere un po' la rivincita morale di Marinette, della povera e affamata ragazza che un tempo era stata.

(Albert Simonin, Grisbi, 1953)

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